Il Mayolet di Di Barrò, ovvero quando la leggerezza prende un’altra strada. A Terra Madre 2026, durante una bella degustazione dedicata ai vini della Valle d’Aosta, il racconto tornava continuamente alle differenze: le quote, le esposizioni, i due versanti della valle, i suoli che cambiano anche a breve distanza....
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Il riassaggio del NOT 2021 di Paraschos è quello che mi ci voleva per entrare nel mood di Collio Evolution 2026, che sarà dedicata appunto al Pinot Grigio. Tra qualche giorno sarò in Collio, ospite del Consorzio Tutela Vini Collio, per conoscere meglio il pinot grigio. Un’uva il cui nome...
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Cecilia non smette mai di stupirci, c’è scritto nella retroetichetta. Non si lascia incasellare, Cecilia. E ci ricorda che essere diversi è un bene, anche nel vino. Questo vino rosa di Gut Oggau è stata una delle sorprese più belle del mio Terra Madre, incrociato per caso durante il laboratorio...
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Il Nerello Cappuccio 2024 de I Custodi delle Vigne dell’Etna: custodire, anche cambiando. Custodire può voler dire scegliere strumenti nuovi. Mi è venuto da pensarlo davanti al Nerello Cappuccio 2024 de I Custodi delle Vigne dell’Etna, chiuso con un tappo a vite. Un dettaglio che, in un territorio così...
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Il Barbaresco Ovello 2018 di Cantina del Pino, una vigna dentro la vigna. Sono arrivato a Cantina del Pino qualche giorno prima di Ferragosto. La vigna era in affanno: le uve sembravano essersi fermate e i dieci millimetri di pioggia caduti nei giorni precedenti erano bastati ad abbassare la...
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Château Giscours, 1959. Certi Bordeaux sembrano eterni. «Quanti anni gli date»? La bottiglia era coperta, il vino già nei bicchieri. Sono partite le ipotesi, come succede sempre in questi casi. Il problema è che nessuno al tavolo è andato neppure lontanamente vicino alla risposta giusta. 1959. Sessantasette anni, e...
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Era da qualche tempo che non mi capitava a tiro una bottiglia del Tenuta Camaldoli, l’interpretazione più ambiziosa del Piedirosso di Cantine Astroni. Parlo dell’etichetta che è ottenuta dalla selezione dei grappoli migliori della vigna ai Camaldoli, a poco meno di 300 metri sul livello del mare, su suolo vulcanico...
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Filippo non è solo un ristorante a Pietrasanta. È un progetto di ospitalità a tutto tondo che vive e cresce in via Stagio Stagi (a pochi passi dal Duomo) e comprende anche il B&B (*) (eccolo qui) e – da pochissimo – la diversa proposta gastronomica del Filo – Dopolavoro. Il tutto con l’attenta e...
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Una piacevole sorpresa. Al di là delle complicanze in etichetta e di un sistema di denominazioni – quello tedesco – per il quale non ho mai avuto simpatia. Una bevuta non impegnativa, del tipo lo voglio fresco e agile; comodamente bevuto al calice al Vinodromo, laboratorio del vino in zona Bligny a Milano, in...
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Pensare che dopo il Vinitaly mi ero detto è ora di rilassarsi. Invece, due giorni li ho trascorsi nei Colli Tortonesi su invito dello IAT di Tortona, insieme ad alcuni giornalisti stranieri interessati a scoprire le secret Piedmont wine areas e – tra questi – Paul Balke, autore del libro...
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