A Terra Madre 2026, durante una bella degustazione dedicata ai vini della Valle d’Aosta, il racconto tornava continuamente alle differenze: le quote, le esposizioni, i due versanti della valle, i suoli che cambiano anche a breve distanza.

Ripenso al Vallée d’Aoste Mayolet 2025 di Di Barrò e a quanto spazio possa trovare la biodiversità in un territorio piccolo: varietà diverse, condizioni di coltivazione differenti, conoscenze accumulate nel lavoro quotidiano.
Il mayolet appartiene proprio a questo patrimonio. Vitigno autoctono a bacca nera, documentato in Valle d’Aosta almeno dalla fine del Settecento, matura precocemente ed è stato a lungo coltivato insieme ad altre varietà, con poche piante distribuite su un territorio relativamente ampio.
Qualche settimana fa, in La leggerezza del vino ha radici profonde, avevo provato a ragionare sui rossi scorrevoli. Ecco, il Mayolet aggiunge una voce a quel discorso.
Si presenta con profumi delicati: fiori e frutto si intrecciano senza cercare intensità a ogni costo. E lo stesso avviene in bocca, dove il sorso offre continuità e distensione, preludio alla sapidità che accompagna la chiusura, prolunga il gusto e dà consistenza a quella prima impressione di leggiadria.
È soprattutto questo passaggio a renderlo interessante. Il vino scorre con facilità, ma riesce a trattenere l’attenzione fino al finale.
La leggerezza ha perciò un disegno preciso, come quello della storia recente di Di Barrò. Nella cantina della famiglia Barmaz, Matteo ha avuto spazio per proporre nuove interpretazioni, mantenendo riconoscibile il lavoro dei genitori e dando nuovo slancio a una strada già tracciata, rinnovandola senza perderne il senso.
REGIONE
Valle d’Aosta
FILOSOFIA PRODUTTIVA
Lotta integrata
TIPOLOGIA
Valle d’Aosta Mayolet
COLORE
Rosso
UVE
Mayolet
GRADAZIONE ALCOLICA
12,5 %
FERMENTAZIONE
Acciaio
AFFINAMENTO
Acciaio
NUMERO BOTTIGLIE
1.000
FORMATO
0,750 l
PESO BOTTIGLIA VUOTA
450 g
PREZZO
€ 25
Chi Sono
Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.
Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.
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By alexmarra83 / 20/10/2026
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