Parlo dell’etichetta che è ottenuta dalla selezione dei grappoli migliori della vigna ai Camaldoli, a poco meno di 300 metri sul livello del mare, su suolo vulcanico con composizione prevalentemente sabbiosa e limosa.
Per fortuna, grazie alle ultime e – devo dire – sempre più convincenti uscite del rosso più “semplice”, il Colle Rotondella, pur se con esiti sensibilmente diversi in ragione dei differenti andamenti climatici tra un millesimo e l’altro, posso dire di aver sofferto solo relativamente la mancanza del Tenuta Camaldoli.

Un cambio di registro stilistico, quello messo a punto da Gerardo Vernazzaro (nella foto di fianco), che ha reso il Tenuta Camaldoli un vino di ancor maggiore concessività rispetto al passato.
La fermentazione alcolica avviene in tini troncoconici esausti di ciliegio, ma, abbandonato il legno di castagno, il “nuovo” Tenuta Camaldoli affina in anfora (e non più in castagno).
Ne risulta un rosso significativamente più disteso e pronto, con un sorso di bel dinamismo e pure qualcosina in più in termini di finezza e definizione aromatica. C’è un bel ritmo; la beva, poi, è saporita e dal sapore mediterraneo.
Dimenticavo. I più attenti noteranno un cambiamento nel tipo di chiusura scelto dall’azienda – con il ritorno al sughero monopezzo in luogo del tappo sintetico di ultima generazione apparso fino all’annata 2017 (che talvolta era stato “responsabile”, suo malgrado, di incipit olfattivi non sempre così loquaci, quantomeno sulle prime) –, che credo abbia pure contribuito in qualche modo a quella sensazione generale di maggiore immediatezza del liquido appena versato nel calice.
Che di sicuro non guasta.
REGIONE
Campania
FILOSOFIA PRODUTTIVA
Convenzionale
TIPOLOGIA
Doc
COLORE
Rosso
UVE
Piedirosso 100%
GRADAZIONE ALCOLICA
12,5
FERMENTAZIONE
Malolattica
AFFINAMENTO
Anfora
NUMERO BOTTIGLIE
2.000
FORMATO
0,750 l
PESO BOTTIGLIA VUOTA
550 gr
PREZZO
37 €
Chi Sono
Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.
Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.
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By alexmarra83 / 11/04/2026
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