“Dimenticare una bottiglia in cantina” è espressione molto comune nel gergo dei degustatori o degli appassionati di vino in genere; la si usa di frequente per invitare qualcuno a “lasciare di proposito” una bottiglia in cantina – e in questo sta l’uso (oserei dire) improprio del verbo “dimenticare” –...
Leggi di PiùSarà forse il primo vino umbro che capita a tiro su queste paginette e devo dire che come debutto non è affatto male. Un giovanotto, quello sì. Che comunque il vino, in bottiglia, c’è finito il 23 settembre 2008. Poco più di due anni, quindi: tutto sommato un discreto periodo di...
Leggi di PiùNon so bene spiegarvi il perché ma – forse per quell’inconsapevole abitudine che mi porta ad abbinare il nome dell’azienda a quello della persona che il vino lo fa materialmente – ero convinto che l’uomo dinanzi a me facesse Sandro di nome e De Bruno di cognome. Invece no,...
Leggi di PiùIl 23 novembre scorso ho partecipato al banco d’assaggio sui vini del Veneto organizzato da GoWine; e, in particolare, a uno dei due seminari condotti dal giornalista Massimo Zanichelli che vedeva protagonisti i grandi bianchi della regione (all’incontro sui rossi, invece, non ci sono andato: un po’ per mancanza...
Leggi di PiùNiente da fare, il vino è anche questione di culo (e perdonatemi il francesismo, ché non credo ci sia altra espressione più pregnante). Nel senso buono, s’intende. Perché certamente occorrono passione e competenze, rispetto e lavoro serio in vigna. Ma ci vuole anche fortuna, appunto: l’andamento climatico di un’annata non dipende dall’uomo. Si...
Leggi di PiùTra gli artigiani del timorasso non può non ricordarsi Claudio Mariotto, vignaiolo a Vho di Tortona. Non sono mai stato a trovarlo ma credo che lo farò presto; la sua azienda si trova lungo la stessa strada comunale dove sorge La Colombera di Piercarlo Semino e di sua figlia...
Leggi di PiùDate un’occhiata a questi tweets. A segnalarmeli è stata l’amica olandese Natasha Ter Haar aka @natashaterhaar (a proposito, avete dato un’occhiata al suo blog? Io l’ho conosciuta “live” allo scorso Salone del Gusto ed è una in gamba, ve lo assicuro!): “Poured Soave at another tasting yesterday and again got...
Leggi di PiùUn’addizione – quella suggerita dal nome – del periodo di invecchiamento in legno e di quello in bottiglia per l’affinamento, prima della commercializzazione, che testimonia chiaramente la sana ambizione della giovane azienda di Nicola D’Occhio. A incidere, più che il lungo tempo trascorso nelle barriques, anche qui – seppure...
Leggi di PiùA dispetto del nome “maschile” – u’ Barone, cioè il Barone – il naso ha una “femminile” eleganza che rivela una certa affinità caratteriale con Patrizia Iannella, agronoma e anima dell’azienda nonché Presidente dell’associazione dei produttori di aglianico del taburno. Intessuto di note di frutta rossa e di spezie dolci,...
Leggi di PiùA non averne conosciuto la provenienza, avrei forse pensato a un rosso borgognone (con le dovute proporzioni, certainement); e ciò anche se ho sempre odiato i paragoni e le frasi del tipo l’aglianico è il Barolo del Sud o cose del genere. Probabilmente per quel suo essere scostumato (cit.)...
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