Avete mai assaggiato il Fiano di Avellino Cuvée Enrico? Ecco il “Jura dell’Irpinia”. Ripensandoci, dopo Degustazioni dal Basso (ovvero #ddb) a Terroir Vino non ho più avuto modo, né tempo, di tornare a parlare di Fiano di Avellino. Non che ce ne fosse granché bisogno, ché negli ultimi mesi non sono certo mancati...
Leggi di PiùChampagne, ecco una carrellata di assaggi. No, non sono mai stato in Champagne ma prima o poi, vi assicuro, ci andrò. Devo farlo. Ottobre, per dire, potrebbe essere il mese giusto: ché lì al nord dicono faccia freschino. Vi risparmio la leggenda di Dom Perignon: secondo alcuni, il padre dello Champagne (pardon, vin de Champagne – a...
Leggi di Più
La falanghina, l’uva bianca del Sannio beneventano, protagonista a Torre a Oriente. La Campania è una regione fondamentalmente bianchista. O, almeno, così sembrerebbe. C’è il fiano e il Fiano di Avellino. C’è il greco e il Greco di Tufo. C’è la falanghina, quella del Sannio – il nuovo disciplinare della...
Leggi di PiùS’è gioito dopo il voto di Montalcino e la decisione (buona e giusta) di non aprire il disciplinare del Rosso ai vitigni migliorativi (?) o presunti tali. Sarà ancora sangiovese al 100%, insomma. Anche per il Rosso di Montalcino. Anche per quella che tecnicamente e – credo – a volte (quasi) ingenerosamente molti...
Leggi di PiùEra maggio e su queste paginette si parlava di Mosel-Saar-Ruwer e di riesling. Più precisamente, del Riesling Urziger Würzgarten 1985 di Reinhold Oster. Provate a immaginare la curiosità quando, a distanza di pochi mesi, ho avvistato quest’altro Auslese: stesso vigneto (il celebre giardino delle spezie) nella località di Ürzig, altro produttore (Benedict Loosen-Erben), altro millesimo (1976). Non solo....
Leggi di PiùSono fondamentalmente un passionale e un istintivo. Lo ero anche con le donne, soprattutto nel periodo adolescenziale; o -almeno- così dicevano i miei amici: «il Marra (cioè il sottoscritto) si innamora difficilmente». Non passava giorno senza che io potessi parlare agli altri della mia ultima, nuova fiamma (un latin lover, penserete… Macché!). 🙂...
Leggi di PiùDella famiglia dei pinot, quello bianco – mi dicono – è probabilmente il più grasso, generalmente sinuoso e opulento. Che poi è la stessa impressione che ho avuto anch’io nei pochi calici che mi sono passati sotto il naso anche se continuo a ignorarne il perché. Approfondirò. Aggiungerei – senza...
Leggi di PiùA parlare di denominazioni con Dionisio Meola e Lia Falato ci si convince ancor di più che il sistema italiano sia da rivedere. Oggi come oggi, doc e docg sono sempre più spesso certificazioni di (presunta) qualità, assolutamente inutili allo scopo. E non è soltanto questione di fascette elargite con magnanimità a destra e a manca....
Leggi di PiùDifficile non provare ammirazione nei confronti di chi ha saputo fare della propria passione il proprio lavoro o di chi la passione ce la mette in tutte le cose che fa. Così per Giovanni Ascione: con-terroneo, apprezzato sommelier e storico collaboratore di Duemilavini, da 3-4 vendemmie passato dall’altra parte della barricata. Nanni Cope’ è, in pratica,...
Leggi di Più
Una piacevole sorpresa. Al di là delle complicanze in etichetta e di un sistema di denominazioni – quello tedesco – per il quale non ho mai avuto simpatia. Una bevuta non impegnativa, del tipo lo voglio fresco e agile; comodamente bevuto al calice al Vinodromo, laboratorio del vino in zona Bligny a Milano, in...
Leggi di Più