Dici Terlano* ed io penso subito al Vorberg, la riserva di pinot bianco di Cantina Terlano, prodotta per la prima volta nel 1993, ovvero cent’anni dopo la fondazione di questa importante cantina cooperativa**. A Terlan non ci sono mai stato, ma leggo che l’Alto Adige Terlano DOC Pinot Bianco Riserva “Vorberg” – questo il...
Leggi di PiùIl disciplinare del Fiano di Avellino* non prevede la tipologia spumante, che tanto va di moda oggi. Ciò nonostante, aziende tipo Villa Raiano e Montesole o artigiani come Ciro Picariello (giusto per fare qualche nome) già si cimentano, da alcuni anni e con discreti risultati, nella spumantizzazione del fiano. Un “Fiano con le bolle”...
Leggi di PiùÈ stato un vero piacere poter partecipare, venerdì scorso, al Barbera Lab che ha aperto la trentaseiesima edizione della Festa del Vino di Castelvenere. Presenti tutti i produttori vienneresi di Barbera del Sannio, s’è tentato di fare il punto della situazione, insieme con Luciano Pignataro e Nicola Matarazzo, degustando alla cieca tutte le etichette in commercio. Anche...
Leggi di PiùIl mio primo incontro con il Turrumpiso, l’aglianico beneventano* di Canlibero, non è stato dei più fortunati. Spero di non sbagliare, me lo fece riassaggiare – si parlava del millesimo 2012, l’annata d’esordio – il bravo Vincenzo Esposito de Il Foro dei Baroni, osteria d’entroterra e avamposto di vini “naturali” a Puglianello. Bastò un bicchiere leggermente più...
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Parla Ciro Picariello, uno degli interpreti più talentuosi della denominazione Fiano di Avellino. «Oh! Io questa 2015 non l’ho mica capita ancora. Annata balorda. Strana, strana proprio». Dopo una repentina concentrazione degli zuccheri, l’acidità ha cominciato a scendere. Il risultato? Raccolta anticipata al 5 settembre, complice una grandinata nei primi...
Leggi di PiùLibero Rillo non se lo ricorderà di certo, ma quella volta che improvvisammo un’orizzontale di alcune bottiglie “base” di Aglianico del Taburno millesimo 2001 riuscii a strappargli una promessa: degustare qualcuna delle vecchie annate dell’Aglianico del Taburno Riserva “Vigna Cataratte”. Anche per questo, la verticale di 9 annate a cui ho partecipato sabato scorso...
Leggi di PiùConosco poche etichette più evocative* di quella del cru Particella 928 del Fiano di Avellino di Cantina del Barone. Impossibile non riconoscervi la piccola vigna di forma trapezoidale, dalle cui uve provengono le circa 4 mila bottiglie prodotte annualmente, di fianco al noccioleto che da’ il nome alla contrada omonima di Cesinali. Luigi Sarno ha la mia...
Leggi di PiùI nomi di Agnès e René Mosse erano per me sconosciuti quanto i loro vini. Ma da queste parti si rincorre continuamente la scoperta ed è stato bello affondare il naso nel bicchiere, per ritrovarsi, un attimo dopo, a Saint Lambert du Lattay. Le Rouchefer rappresenta (probabilmente soltanto) per il sottoscritto una vera e propria rivelazione....
Leggi di PiùIl mio francese funziona male male male (cit.), perciò ho probabilmente capito pochissimo di quello che Charles Dufour ha raccontato dei suoi Champagne, a Roma, una decina di giorni fa. Mi sovviene in aiuto il sito internet del distributore italiano, da cui traggo conferma del fatto che dopo alcuni anni di impegno...
Leggi di PiùNella mia personalissima top-e–qualcosa, da imperterrito bianchista quale sono, il Verdicchio dei Castelli di Jesi occupa uno dei primissimi posti. Quello di Riccardo Baldi, declinato nelle due etichette La Staffa e Rincrocca, è senzadubbiamente (cit.) tra i miei preferiti oltre che uno dei più interessanti della denominazione. La storia di Riccardo – parole sue – è quella di...
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