Mi ha ricordato pure quanto siano fastidiosi certi luoghi comuni sui liguri, smentiti in un sol colpo dalla generosa e sincera ospitalità della famiglia Vio, impegnata dal Duemila in quella che è un’azienda agricola a tutto tondo.
Non solo uva, insomma: ortaggi, erbe aromatiche, frutta e verdure vengono trasformati in azienda e trovano spazio sulla tavola dell’OrtOsteria Renè (Renato, per tutti Renè, era il papà di Aimone), neo Chiocciola in Osterie d’Italia 2027. Ai fornelli c’è la chef Carolina Vio, a cui, per la cronaca, è stato pure assegnato il Premio Speciale “Vittorio Fusari” Franciacorta – Giovane dell’Anno.
Ma torniamo al nostro discorso, perché rossese è una parola che a BioVio conosce diverse declinazioni.
C’è innanzitutto il rossese di Campochiesa, ben diverso da quello di Dolceacqua: ha un acino tendenzialmente più grande e una buccia che, anche a maturazione raggiunta, non diventa mai davvero scura. È proprio per queste sue caratteristiche che Aimone Vio e la figlia enologa Caterina ne ricavano un vino rosa di buona pienezza e scorrevolezza, con quello stesso tratto sapido che mi è sembrato attraversare tutta la produzione aziendale.
C’è poi quel rossese lì, coltivato sui primi terrazzamenti dell’entroterra di Albenga, che ha il solo problema di essere snobbato – ci si scherzava a cena con Aimone e sua moglie Chiara – perché siamo lontani da Dolceacqua, patria riconosciuta della varietà. Come se la distanza bastasse a stabilire quanto meriti attenzione ciò che abbiamo nel calice.
Sarebbe un peccato pensarlo anche solo per un momento, ché anzi il Rossese U Bastiò 2025 mi è parso proprio delizioso. Leggiadro, sapido, scorrevole: uno di quei rossi che fanno venire voglia di sedersi a tavola senza preoccuparsi troppo di cosa arriverà nei piatti.
Qualcosa di molto simile a un vino passepartout, capace di accompagnare l’inverno come l’estate, la cucina di mare come quella di terra, un pollo o un coniglio.
E di ricordarci, tra un sorso e l’altro, che anche i luoghi comuni sul vino meritano ogni tanto di essere lasciati fuori dalla porta.
REGIONE
Liguria
FILOSOFIA PRODUTTIVA
Biologico
TIPOLOGIA
Riviera Ligure di Ponente Rossese
COLORE
Rosso
UVE
Rossese
GRADAZIONE ALCOLICA
12,5 %
FERMENTAZIONE
Acciaio
AFFINAMENTO
Acciaio
NUMERO BOTTIGLIE
2.500
FORMATO
0,750 l
PESO BOTTIGLIA VUOTA
500 g
PREZZO
€ 20
Chi Sono
Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.
Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.
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