Toccolana, l’olio che ha messo insieme un paese

Toccolana, l’olio che ha messo insieme un paese
By alexmarra83 / 09/10/2026

Una bella storia di comunità: è quella dei produttori abruzzesi di olio extravergine di oliva da cultivar toccolana.

Ho conosciuto la toccolana durante una delle mie scorribande per vino. Ero a Tocco da Casauria, nell’entroterra pescarese, e la conversazione con Gianluca Salce – per inciso, i suoi vini sono buonissimi! –, partita dalle vigne di trebbiano e montepulciano, a un certo punto ha preso un’altra strada. Si è finiti a parlare di olivi, di una varietà che non avevo mai sentito nominare prima e di persone che avevano deciso di mettersi insieme per darle un futuro.

Capita spesso, andando per cantine: cerchi una cosa e ne trovi anche un’altra, basta lasciare alla conversazione il tempo di allargarsi.

La toccolana è una cultivar profondamente legata alle colline di Tocco da Casauria, ai piedi del Morrone. Una presenza che appartiene al paesaggio e alla storia agricola del paese, dove sopravvivono numerosi alberi ultrasecolari. La produzione è, però, altalenante: ad annate generose possono seguirne altre decisamente meno soddisfacenti, e ciò rende non solo più difficile il lavoro di chi la coltiva, ma anche più “semplice” pensare di sostituirla con varietà considerate di maggiore affidabilità.

Come si fa allora a rendere ancora conveniente prendersi cura di queste piante?

Mettere insieme le olive, condividere le scelte

La risposta ha preso la forma della Comunità di Prodotto e Territorio Toccolana, un’Associazione nata nel febbraio 2023 con il sostegno di 44 soci che hanno realizzato un frantoio comune, inaugurato nel settembre 2025 con il supporto del GAL Terre Pescaresi.

Nei miei appunti ritrovo il racconto dei primi conferimenti collettivi, dell’olio prodotto insieme, di un’etichetta condivisa. Poi l’investimento nel frantoio: i soldi messi dai soci, il ricorso a un mutuo, l’acquisto di un impianto moderno. Passaggi raccontati con la naturalezza di chi sta facendo qualcosa che ritiene necessario, ma che, messi in fila, danno la misura dell’impegno. Per un piccolo olivicoltore, lavorare da solo può significare avere quantità limitate, poche possibilità di investimento e una certa difficoltà a far conoscere il proprio olio. Riunire le olive e le energie permette di affrontare insieme alcuni di questi ostacoli, ma significa anche assumersi responsabilità comuni: concordare come lavorare, cercare una qualità riconoscibile, affidare una parte del proprio raccolto a un progetto che coinvolge altri.

C’è poi l’olio, naturalmente, che ho assaggiato grazie alla cortesia di Gianluca. Un fruttato di media intensità, direi, con prevalenza di sensazioni erbacee e richiami più leggeri al carciofo e al pomodoro, con un amaro e un piccante di intensità intermedia. Io lo proverei su una zuppa di legumi o magari su un bel piatto di verdure o patate lesse.

Una ragione per continuare a coltivare la toccolana

La storia della toccolana mi interessa pure per quello che dice delle aree interne: conservare una varietà agricola passa attraverso la possibilità di continuare a lavorarla. Servono però persone disposte a potare, raccogliere, investire; serve che il prodotto trovi un mercato e che il lavoro riceva un riconoscimento.

Un olio di comunità può contribuire a costruire queste condizioni. Può dare visibilità a produzioni piccole, distribuire il peso di un investimento, far circolare competenze. E può aiutare gli olivicoltori a riconoscere un valore comune in alberi che ciascuno, fino a quel momento, aveva curato per conto proprio.

Insomma, ero arrivato a Tocco da Casauria per il vino: mi sono portato via anche il nome di un’oliva storica del territorio e il racconto di un frantoio che ha messo insieme le persone. Ripensandoci, è soprattutto quel gesto a restarmi in mente: decidere di investire su una varietà del proprio paese, condividendo il costo e la fatica necessari per continuare a coltivarla.

Comunità di Prodotto e Territorio Toccolana
Contrada Santa Maria della Pace, 14
65028 Tocco da Casauria (PE)
T 338 8259016
M cpt.toccolana@gmail.com

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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