Anche quest’anno mi sono sparato due giorni a Vinitaly. Solo una capatina sull’altra sponda del vino (a Cerea, dove si svolgeva VinoVinoVino), prima del rientro definitivo a Milano. Non pervenuto a VinNatur ché la destinazione è per me logisticamente improponibile (pure Cerea, per la verità, non è tanto comoda).
Non più di due giorni, questa è la mia regola fondamentale. Tanto io alle fiere ci vado per cazzeggiare ché il vino è soltanto passione, niente più (e perciò non può monopolizzare la mia vita – bene, l’ho detto).
Cose che farò sicuramente al prossimo Vinitaly? Mi procurerò una/due protesi d’emergenza per la batteria del mio iPhone che puntualmente mi abbandona nelle prime ore del pomeriggio.
Cose che mi piacerebbe fare al prossimo Vinitaly? Poter utilizzare meglio la rete. Non so voi, ma io quest’anno ho avuto un mucchio di problemi… Il sogno è un collegamento internet per tutti i padiglioni, non solo per quelli delle regioni che c’hanno visto lungo e hanno messo a disposizione di tutti il wi-fi gratuito (vedi la Sicilia, per esempio, ma ce n’erano anche altre).
E poi, magari, prendermi un po’ di tempo per visitare per benino la città; visto che, anche stavolta, l’Arena l’ho vista soltanto dall’esterno (la foto l’ho scattata pure di fretta, mentre mi affannavo a prendere la navetta per la fiera a piazza Bra).
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