Aglianico, un’uva in continua ascesa

By alexmarra83 / 06/07/2016

A proposito di aglianicoleggevo i dati sui principali vitigni coltivati in Italia nel 2015*. Ebbene, la superficie vitata è di poco inferiore ai 10 mila ettari vitati (9.947 ettari), con un aumento esponenziale sul periodo 2010-2015 (+32,7%).

Il dato si riferisce a tutte le zone dove l’aglianico è coltivato, e quindi non soltanto alle regioni dei 3 vini a denominazione di maggiore pregio**.

Un'infografica di Wine Folly sull'uva aglianico

All’aumento della superficie vitata ad aglianico corrisponde una crescente attenzione della critica e dei consumatori stranieri. A dimostrazione di questa sempre maggiore considerazione, segnalo un’infografica pubblicata di recente da Wine Folly.

L’Aglianico del Taburno, in particolare, viene descritto così:

il più rustico (ma spesso anche quello con il miglior prezzo) tra gli aglianico a denominazione, offre profumi di cuoio, terra e gusto di erbe secche, frutti neri in confettura e tannini decisi.

* il sangiovese si conferma il Re del Vigneto Italia, con circa 53 mila ettari di superficie vitata (-24,7% rispetto all’anno 2010). Sorprendente il dato sul pinot grigio, unico vitigno internazionale a crescere in maniera importante (da 17 mila a oltre 24 mila ettari).

** Aglianico del Taburno e Taurasi, in Campania; Aglianico del Vulture, in Basilicata.

[credits Wine Folly]

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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