Falanghina, (più che) un’ottima alternativa

Falanghina, (più che) un’ottima alternativa
By alexmarra83 / 02/06/2016

Provate la Falanghina invece che il Pinot Grigio.

Il consiglio è di Susy Atkins, che sulle pagine del Telegraph, cita anche un vino da uve falanghina tra le alternative autoctone alla “noia” del Pinot Grigio.

Lungi dal voler essere «troppo 

Terredora

La citazione testimonia, innanzitutto, l’alto indice di popolarità per la falanghina ed il crescente interesse, anche all’estero, per i vini che vi si ottengono, sempre più riconosciuti come prodotti di pregio. Che poi, nel caso specifico, è soltanto un peccatuccio veniale l’aver suggerito un vino di un’azienda irpina, ottenuto però con uve allevate nei due areali di maggior elezione (Campi Flegrei e Sannio) della Falanghina Republic, visto che la falanghina sta dando ottimi risultati anche in Irpinia, dove più di qualche azienda vi ha puntato con decisione, impiantando vigneti di proprietà (Quintodecimo e Bambinuto, per esempio).

A proposito di falanghina, l’uva bianca più diffusa in Campania.

Continua poi la giornalista inglese:

Con i suoi profumi di pesca e prugna gialla, i ricordi di semi di anice, questo è un altro vino secco, generalmente non lavorato in legno, ma di gran lunga più degno di nota. È anche gastronomico, si pensi a piatti di pasta con salse cremose o di pesce leggermente affumicato.

Si tratta certamente di vini più eccitanti dei soliti noti, non vi pare?

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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