«Quanti anni gli date»?
La bottiglia era coperta, il vino già nei bicchieri. Sono partite le ipotesi, come succede sempre in questi casi. Il problema è che nessuno al tavolo è andato neppure lontanamente vicino alla risposta giusta.
1959.

Sessantasette anni, e non li dimostrava affatto. È una delle cose che continuano ad affascinarmi di certi Bordeaux: non semplicemente durano, sembrano avere un rapporto tutto loro con il tempo. Invecchiano senza necessariamente diventare vecchi. Dorian Gray.
Questo Château Giscours era leggiadro, succoso, saporito, cesellato. Il tempo aveva smussato senza svuotare, tolto peso senza togliere sostanza. Nessuna necessità di berlo pensando soprattutto a ciò che era stato: il vino era lì, vivo e sorprendentemente presente.
Fa ancora più effetto oggi, mentre Bordeaux sembra essere diventata quasi fuori moda, un po’ snobbata a beneficio della Borgogna, con il suo mosaico di parcelle, cru e produttori.
Curiosità: in etichetta non compare il grado alcolico, perché all’epoca non era ancora obbligatorio riportarlo. Fa sorridere pensando a quanto oggi discutiamo di mezzo grado in più o in meno, spesso prima ancora di assaggiare, dimenticando che l’alcol è solo una parte del tutto e che il vino è innanzitutto questione di equilibrio.
Qui, in ogni caso, la domanda non veniva proprio in mente. Veniva voglia, semmai, di berne ancora.
Alla fine il 1959 era scritto sulla bottiglia, ma non sembrava esserci dentro.
[La foto e la bottiglia sono di Riccardo Gabriele]
REGIONE
Francia
FILOSOFIA PRODUTTIVA
Convenzionale
TIPOLOGIA
Doc
COLORE
Rosso
UVE
Cabernet sauvignon (60%), merlot (30%), cabernet franc (5%), petit verdot (3%)
GRADAZIONE ALCOLICA
n.d.
FERMENTAZIONE
n.d.
AFFINAMENTO
Legno piccolo
NUMERO BOTTIGLIE
n.d.
FORMATO
0,750 l
PESO BOTTIGLIA VUOTA
n.d.
PREZZO
400 €
Chi Sono
Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.
Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.
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