Maschitano rosato 2018, l’aglianico in rosa di Musto Carmelitano

By alexmarra83 / 12/03/2020

Il Maschitano Rosato 2018 di Musto Carmelitano è un piccolo capolavoro.

Ritrovo nel calice il vino rosa di Elisabetta e Luigi Musto Carmelitano a distanza di alcuni mesi dal mio primo assaggio in azienda. Era giugno dello scorso anno, tempo di visite per Slow Wine, e il Maschitano Rosato 2018 era in bottiglia soltanto dalla settimana di Pasqua.

In un millesimo – conviene ricordarlo – decisamente complicato per una varietà come l’aglianico, è stato perciò fondamentale il lavoro in campagna, che la piccola azienda familiare di Maschito, “Chiocciola” anche nell’edizione 2020 di Slow Wine, ha da sempre impostato nel rispetto dell’ambiente e dei tempi della natura.

Maschitano Rosato 2018, Musto Carmelitano

Nel caso del rosato, uno dei vini cosiddetti “di ingresso” della triade dei Maschitano, è stata vincente la scelta di anticipare la raccolta di una decina di giorni: «le abbondanti piogge previste avrebbero compromesso irrimediabilmente l’integrità delle uve, che qui a vigna Vernavà* – ricorda Elisabetta – maturano generalmente più tardi».

Il risultato oggi, dopo qualche mese di vetro in più, è un vino dalla tenue tonalità di rosso («senza processi di macerazione le uve passano direttamente al torchio-pressa per estrarre il fiore del mosto») che va fortissimo al palato, grazie ad un sorso intenso, ma non ruvido, fresco e dalla sapidità trascinante, che pulisce ma non scappa, e richiama continuamente alla beva.

C’è da correre invece, se non lo avete ancora fatto: solo 2700 bottiglie, a scaffale sui 10 europei o giù di lì.

* circa un ettaro di terra, dove è stato reimpiantato anche moscato, protagonista sia del Maschitano bianco (non prodotto nel 2018) sia del rifermentato Dhjete, prodotto per festeggiare le prime dieci vendemmie.

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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