In difesa dell’identità del vino Cirò

By alexmarra83 / 19/06/2009

Effettivi miglioramenti o soltanto evitabili omologazioni?!?
Mentre ancora si discute dei “taroccamenti” del Brunello in quel di Montalcino; dopo che in Puglia si pensa di “migliorare” il Primitivo di Manduria con iniezioni di vitigni internazionali proprio come accade in Toscana con il Vino Nobile; ora anche il Cirò è in pericolo per la proposta di utilizzare uve a bacca rossa autorizzate nella Regione Calabria, tra cui figurano anche vitigni internazionali “pseudo-migliorativi” di cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot.
Rilancio l’appello di Luciano Pignataro (vai) e invito anche voi a firmare la petizione (firma) in difesa dell’unico vero vino Cirò da uve gaglioppo, orgoglio del patrimonio ampelografico calabrese.

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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