Una bottiglia per raccontare il Bramaterra, il 1980 di Tenute Sella

By alexmarra83 / 24/01/2017

C’è da dire grazie a Cristiano Garella, che la scorsa settimana è venuto fino a Roma per raccontare il vino Bramaterra* ed ha infine stappato questa bottiglia, millesimo 1980, di Tenute Sella.

Nel mentre, s’è parlato del futuro di questo vino, che molti vorrebbero legare a quello di un’unica (nuova) denominazione –Alto Piemonte– capace di dare un tetto a terroir tanto geograficamente vicini ma pur diversi tra loro.

Bramaterra 1980, Tenute Sella

C’è da dire, ad ogni modo, che la bottiglia ha fatto la sua figura, centrando l’obiettivo di dare un’idea delle potenzialità del vino (e del suo areale). 

Ingresso dolce, sorso spesso ma sempre scorrevole, tannino levigato, pepe, caffè, mallo di noce, un abbraccio balsamico, l’inconfondibile nota rugginosa, la frutta rossa e i ricordi di melograno in chiusura. 

Niente male davvero per un vino con 36 vendemmie sulle spalle. Che già esser qui a raccontarlo non è mica cosa da poco.

* la DOC è del 1979. Possono essere utilizzate uve nebbiolo (dal 50% all’80%), croatina (max 30%) e/o uva rara e vespolina (da sole o congiuntamente, max 20%).

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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