Fiano di Avellino “CampoRe” 2010, Terredora

By alexmarra83 / 19/12/2017

In un’ipotetica classifica dei Fiano di Avellino di cui si parla sempre troppo poco, il “CampoRe” di Terredora occuperebbe certo una delle primissime posizioni.

Complici le dimensioni*, spesso assurdamente valutate a priori come criterio di discrimine tra il buono e il non buono, il cru di Lapio dell’azienda fondata da Walter Mastroberardino e guidata oggi da Paolo e Daniela, dopo la scomparsa dell’altro figlio Lucio, è vino molto meno considerato di quanto non meriterebbe.

Fiano di Avellino La riprova dell’assaggio -se mi consentite- “laico” lo promuove, invece, a pieni voti e anche il 2010 incrociato di recente era davvero in splendida forma.

Un bianco di grande ricchezza, in cui i tratti peculiari dell’areale di provenienza delle uve sono amplificati dalle modalità di vinificazione, che contempla una leggera surmaturazione dei grappoli ed il passaggio in legno di una parte del mosto, con permanenza prolungata sulle fecce fini.

Intenso, balsamico e persistente anche a bicchiere vuoto, profumato di pesca bianca, fiori di acacia ed erbette, elegante e saporito al sorso. Decisamente in grado di poter reggere un invecchiamento anche maggiore.

Terredora Di Paolo
Via Serra, 2 – Montefusco (AV)
T +39 0825 968215
M info@terredora.it

* parliamo di un’azienda che possiede circa 200 ettari di vigneti.

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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