Barolo Brunate-Le Coste 1997, Giuseppe Rinaldi

By alexmarra83 / 11/10/2010
Emozionante.

E potrei anche fermarmi qui se solo non fosse così maledettamente bello ripensare a quel nebiolo e al batticuore del prima-durante-dopo l’assaggio.

Potrei dirvi della complessità dei profumi: la prugna quasi acerba, la buccia della mela rossa e il melograno. Oppure ancora la radice di liquirizia, i fiori secchi, la rosa, la nocciola e la castagna, l’eucalipto e i datteri.
E tante parole potrei spendere per parlarvi del sorso, fatto ad immagine e somiglianza della langa, dei suoi sapori e dei suoi profumi, tremendamente fresco dopo dieci e passa anni e assolutamente integro anche quando riprendi il calice mezzo vuoto più o meno dodici ore dopo. Ricco e succoso, con il frutto giovine e croccante.
Ma ancor prima dovrei forse raccontarvi la beltà dell’incantevole colore più rubino che granato, intenso e lucente, profondo e allo stesso tempo trasparente.

Barolo Brunate – Le Coste 1997, Giuseppe Rinaldi

Basterebbe, invece, ricordarne l’eleganza, composta e mai ostentata, che disarma per naturalezza. Eleganza. Che quasi penseresti di averla utilizzata troppo spesso, quella parolina, e di esserti lasciato sfuggire il senso.

Io e questo barolo di Giuseppe Rinaldi: come essere davanti a una bella donna cui il tempo trascorso ha disegnato qualche ruga sul viso pur non intaccando l’animo ancora ardente e lo sguardo intrepido, sognante per gli anni, i tanti anni che ancora verranno.

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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