Fiano di Avellino “Clos d’Haut” 2013, Villa Diamante

Fiano di Avellino “Clos d’Haut” 2013, Villa Diamante
By alexmarra83 / 03/05/2016

Il Fiano di Avellino “Clos d’Haut” 2013 di Villa Diamante se la gioca coi grandi bianchi di Borgogna (e costa meno pure).

In un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul suo sito internet, con annessa short list di vini italioti da tenere assolutamente in cantina*, Jancis Robinson ha invitato i produttori italiani a dimenticare i colleghi francesi.

Partendo dalle esternazioni del premier Matteo Renzi circa la presunta superiorità del vino italiano rispetto a quello francese e rimarcando, pur tuttavia, come il prezzo non sia certo un diretto indicatore di qualità, la giornalista britannica Master of Wine si è detta convinta che il vero vanto dell’Italia sia, piuttosto, la sua straordinaria ricchezza ampelografica.

Ha aggiunto, poi, che questo è il momento giusto per comprare i vini italiani (la Robinson, che è anche consulente della Regina d’Inghilterra, cita i vini a base nebbiolo ma anche da uve sagrantino, aglianicogaglioppo), visto e considerato che, nella maggior parte dei casi, il prezzo di questi è decisamente inferiore a quello dei migliori BordeauxBorgogna (sfortunatamente, non sarà così ancora per molto).

Il Clos d’Haut, appunto

Pensavo appunto a come si possa (ancora) spendere bene per certi (grandi) vini italiani, mentre bevevo il Fiano di Avellino Clos d’Haut 2013 di Villa Diamante, giusto qualche sera fa a Il Profumo del Mosto Selvatico.

Al netto di un esordio (forse) poco rassicurante rispetto a ciò a cui siamo stati abituati, anche dallo stesso Antoine Gaita, questo bianco ha acquistato via via luce e definizione, tratteggiando sfumature agrumate e di camomilla, che ritornano puntuali al sorso, teso e appagante, nondimeno arricchito da sottili affumicature.

Beh, con le dovute proporzioni, cos’ha da invidiare rispetto a certi più celebrati e costosi vini di Borgogna?

* spiccano -tra i bianchi– gli ottimi Derthona Timorasso 2013 Colli Tortonesi di Walter Massa e il Catarratto 2014 di Nino Barraco.

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Alessandro Marra

Chi Sono

Classe 1983. Sono nato nel Sannio da mamma lumbàrd e papà irpino, ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e poi una magistrale in Giurisprudenza.

Collaboro dal 2019 con Slow Wine, la guida vini di Slow Food Italia, di cui sono Vice Curatore, responsabile del coordinamento editoriale e della revisione dei testi. Sono anche il curatore del sito e della newsletter di Slowine.it. Ho fondato il blog Falanghina Republic e collaborato con altre riviste e magazine di settore.

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